Terza Edizione di ""Tolentino a Cinque Stelle
Un tributo a Wayne Shorter, il grande sassofonista e compositore americano, che vanta collaborazioni con Miles Davis, Max Roach, Herbie Hancock e lo storica band jazz-rock dei Weather Report. In scaletta i più significativi brani della sua lunga carriera artistica, eseguiti con il sound elettrico tipico del jazz degli anni 70, ma non mancheranno anche scorribande caratteriali nel rock e nel funk dello stesso periodo.
Al sax il poliedrico maestro jazz tolentinate Stefano Conforti, al basso David Padella ed alla batteria Andrea Morandi. Ospite di lusso, Andrea Braido, uno dei più importanti chitarristi elettrici italiani. La sua straordinaria carriera è ricca di collaborazioni stellari nei live e nei dischi dei grandi nomi della musica italiana ed internazionale: Vasco Rossi, Mina, Ligabue, Zucchero, Laura Pausini, Eros Ramazzotti, Adriano Celentano, Patty Pravo, Liza Minelli, Lenny Kravitz, Randy Crawford ma anche i jazzisti Marcus Miller, Frank Gambale.
Dopo la magnifica anteprima di Snovy White al Castello della Rancia del 20 dicembre scorso, realizzata in collaborazione con San Severino Blues Winter, un inizio alla grande quindi del cartellone jazz di "Tolentino a Cinque Stelle" che proseguirà il 5 febbraio con il That Old Feeling Trio, il 19 febbraio con un'altro omaggio, Welcome To The Django Quartet, ed il 12 marzo con il Frank Hammond Quartet.
Inoltre nelle Gallerie di Palazzo Sangallo sarà allestita una mostra a cura dell'Associazione Perigeo. L'esposizione raccoglie immagini scattate nel corso delle varie spedizioni che Perigeo onlus ha effettuato in diverse zone del pianeta con diversi scatti di Gianluca Frinchillucci e dell'archivio dell'associazione che ritraggono gente e popoli del Perù, Etiopia e regioni artiche.
Degustazione con i vini della Cantina I Colli di Serrapetrona
Ora di religione, risposta alla sfida educativa
Carissimi ragazzi e studenti,
l'occasione della scelta dell'Insegnamento della religione cattolica è troppo importante per voi e per me da non scambiare con voi qualche pensiero che riguarda i vostri desideri di libertà e di felicità, di riuscita del vostro futuro partendo dall'impegno per il presente con cui ve lo state preparando.
Genitori carissimi, quando vi incontro nelle parrocchie, nelle scuole, nelle feste o nelle diverse occasioni offertemi, vi ascolto volentieri e, parlandone, condivido la grande preoccupazione per l'educazione dei vostri figli, dei nostri giovani.
E' una questione che ci riguarda tutti: il mondo degli scolari e degli studenti ‘è un cantiere aperto' dal quale nessuno può disimpegnarsi e verso il quale debbono concorrere le migliori risorse educative e umane, scientifico-culturali, economico-sociali e civili.
Con questo messaggio vorrei portare la vostra riflessione sull'insegnamento delle religione cattolica a scuola. Questa ‘materia' è offerta a tutti, cristiani e non, ma va scelta con un'adesione libera.
La scuola la richiede a coloro che s'iscrivono per la prima volta a un istituto scolastico: alla prima classe della primaria o della media, e al primo anno delle superiori.
L'ora di religione è una materia scolastica perché risponde alle finalità della scuola e delle sue discipline, ma porta in sé un'originalità perché si riferisce alle esperienze spirituali più profonde di coloro che si aprono alla vita, dà spazio alle domande più personali dei giovani, apre, teoreticamente e con esempi, ai grandi valori della vita. La Bibbia e la storia del cristianesimo, almeno per l'Italia e per l'Europa, sono lo sfondo perché gli studenti si confrontino con le domande più radicali sulla vita e sulla verità, sulla libertà e responsabilità nei riguardi di ciò che è bene e di ciò che è male, sulla dignità dell'uomo e del creato e sul suo destino oltre la morte, sull'impegno per il bene comune. Nell'ora di religione le questioni etiche più attuali e le domande più inquietanti possono trovare occasione per illuminare le coscienze dei giovani.
Ragazzi, tra i molti messaggi e modelli di vita che ci raggiungono ogni giorno mediante la televisione, attraverso i linguaggi multimediali e internet, spesso senza punti fermi di riferimento e di valore, noi facciamo tanta fatica ad orientarci, ma soprattutto ci illudiamo di realizzare il nostro sogno di libertà e di vita attraverso scelte facili, soggettive, di nessuna consistenza.
Dove trovare un punto di riferimento, come ‘una bussola'? Nel rispetto della libertà di coscienza, l'insegnamento della religione cattolica è un'occasione favorevole per confrontarsi criticamente con Gesù, uomo vero e parola di Dio, che non ha finalità altra che quella di aiutare l'uomo ad essere sempre più integralmente uomo. Essendo una materia scolastica ha un suo metodo, allena l'intelligenza alla domanda e alla risposta esigente, sfida il dubbio, non si accontenta dell'astratto ma rimanda anche alla coerenza della vita.
Perché è frequentata da moltissimi ragazzi e giovani, anche acattolici e non cristiani, e sostenuti da genitori anche non praticanti? Perché non plagia e non ha il compito di convertire, ma educa al dialogo e alla conoscenza rispettosa e obiettiva delle altre confessioni cristiane e religioni, insegna a ricercare pensosamente le motivazioni degli atei e degli agnostici.
Ragazzi e giovani carissimi: la vostra libertà di spirito veda, e vi esorto anch'io, nella scelta di avvalervi dell'insegnamento della religione cattolica a scuola un valore grandissimo per la vostra crescita umana e culturale.
Genitori: non lasciate i vostri figli da soli di fronte a una scelta che, se può chiedere qualche piccolo impegno, tuttavia con affetto e amorevolezza esige che vengano accompagnati per crescere forti, generosi e fiduciosi verso la vita. Alla loro età di adolescenti e di giovani non sanno trovare tempi e ambienti di riflessione sistematica sul senso della vita, e sull'impegno a donarla e ad amarla, al di fuori di quest'ora vissuta a scuola.
L'insegnamento della religione, anche solo da un punto di vista culturale ed esperienziale, offre un contributo molto positivo all'educazione e la rende meno manchevole e più completa.
+Francesco Giovanni, arcivescovo
A San Ginesio il festival dei Borghi più belli
Si terrà nella provincia di Macerata la quinta edizione del Festival “I Borghi più Belli d'Italia”, promosso dall'omonimo club. Dopo il Trentino Alto Adige con Rango e San Lorenzo in Banale (Tn), saranno le Marche con Sarnano e San Ginesio, dal 3 al 5 settembre, ad ospitare questa iniziativa di carattere nazionale che valorizza il grande patrimonio di storia, arte, cultura, ambiente e tradizioni presente nei piccoli centri italiani, considerati come “Italia minore”.
Questa mattina, nella Sala Raffaello della Giunta regionale ad Ancona, è stata presentata l'assegnazione del Festival con la presenza di Fiorello Primi, presidente del Club “I Borghi più Belli d'Italia”, Vittoriano Solazzi, assessore regionale al Turismo e alla Cultura, Franco Capponi, presidente della Provincia di Macerata, Mario Scagnetti, sindaco di San Ginesio, Franco Ceregioli, primo cittadino di Sarnano, Sandro Abelardi, dirigente regionale del settore turismo, e Giuliano Ciabocco, responsabile dello I.A.T. di San Ginesio.
“Le Marche, con l'assegnazione di questo Festival - afferma l'assessore Solazzi - certificano ulteriormente il loro alto valore. Non sono frutto di un caso i vari riconoscimenti ricevuti, dalle bandiere blu per la costa a quelle arancioni per l'entroterra, fino ad arrivare ai Borghi più Belli d'Italia”. Della stessa opinione il presidente della Provincia di Macerata Capponi, che sottolinea come il maceratese, secondo l'indagine del quotidiano Il Sole 24Ore, primeggi con il quarto posto in Italia anche nella qualità di vita offerta.
Le nostra regione conta 17 centri tra “I Borghi più Belli d'Italia” su un totale di 198 comuni aderenti, e solo nella provincia di Macerata sono 10. “Questo dato - dichiara il presidente del Club dei Borghi, Fiorello Primi - evidenzia che il vostro territorio è bello e affascinante. Le Marche e la provincia di Macerata sono le meglio rappresentate in Italia”. Grande soddisfazione per il sindaco di San Ginesio, Mario Scagnetti e quello di Sarnano, Franco Ceregioli. Lo scorso anno il Festival richiamò 35mila persone, “numeri importanti - dice Scagnetti - per il rilancio turistico della zona. Occorre una buona progettualità per far riuscire al meglio l'evento”. E non si tira indietro Franco Ceregioli, “sarà fondamentale lavorare insieme, perchè unendo le forze si potrà valorizzare al massimo i nostri centri.”
Protocollo per il Congresso Eucaristico Nazionale
E' stato sottoscritto a Palazzo Raffaello il Protocollo d'Intesa per il Congresso Eucaristico Nazionale tra il Comitato organizzativo nazionale e la Regione Marche, l'Upi Marche, l'Anci Marche e il Comune di Ancona. Il CEN, che la Presidenza del Consiglio dei Ministri ha dichiarato “Grande Evento”, si svolgerà dal 4 all'11 settembre 2011 nell'Arcidiocesi di Ancona – Osimo, ma vedrà iniziative spalmate nell'arco di tutto il 2010 e 2011 e prevede il coinvolgimento di tutta la regione, in particolare del territorio della Metropolia che comprende le Diocesi di Senigallia, Jesi, Fabriano e Loreto.
Il Protocollo sancisce la costituzione di un Comitato di raccordo istituzionale che avrà il compito di attivare tutte le sinergie possibili tra i vari enti al fine di assicurare adeguati servizi alle migliaia di pellegrini che arriveranno nella nostra regione.
“Il CEN – ha sottolineato il presidente della Regione Gian Mario Spacca – è un evento importantissimo che impegna severamente tutte le amministrazioni del territorio regionale. Vogliamo che tutta la comunità marchigiana si adoperi al massimo per garantire la riuscita dell'iniziativa. Oltre a vivere un momento spirituale importante ed unico, le Marche avranno inoltre un'occasione per far conoscere le straordinarie qualità di questa terra e le sue innumerevoli bellezze. Grazie dunque a tutti coloro che vorranno collaborare senza protagonismi, ma con spirito di squadra”.
“Non è la prima volta – ha commentato il presidente della Provincia di Macerata in rappresentanza dell'Upi Marche, Franco Capponi – che le Marche ospitano i grandi eventi della Fede. Sono convinto che questi momenti possano essere una risposta al bisogno di unità e una riscoperta dei valori profondi che le difficoltà del mondo di oggi fanno emergere con prepotenza nella comunità. I marchigiani da parte loro, con in testa i volontari e la Protezione civile, dimostreranno ancora una volta le loro capacità organizzative”. Sulla stessa lunghezza d'onda il presidente dell'Anci Marche Mario Andrenacci che ha assicurato “che tutti i Comuni risponderanno all'appello per sostenere un'importante occasione di riflessione sui temi etici, morali e spirituali e di promozione delle eccellenze del territorio”. Fiorello Gramillano, sindaco di Ancona, città ospitante, ha garantito “che l'accoglienza e l'ospitalità saranno curate al massimo e che i pellegrini avranno la possibilità di apprezzare le peculiarità della zona”.
Mons. Domenico Pompili direttore dell'Ufficio Comunicazioni Sociali della Cei ha ricordato che “la tradizione di stretta collaborazione tra enti ecclesiastici e istituzioni trova qui ulteriore conferma. Le Marche – ha proseguito – sono spesso al centro delle iniziative della Chiesa nello spirito di quel Concordato che due soggetti hanno firmato con lo stesso fine: il bene della comunità”.
“Questo congresso – ha concluso Mons. Edoardo Menichelli presidente del CEN - accanto alla valenza religiosa ne riveste anche una umana e sociale e coinvolge tutta la comunità. Il mio auspicio è che la sinfonia della collaborazione continui a crescere e sia occasione di comunione
per tutti noi”.
Tra le iniziative del 2010 collegate al Congresso Eucaristico è previsto il Congresso Ecumenico Nazionale dal 1° al 3 marzo prossimi a cui parteciperanno anche i rappresentanti delle Chiese Cristiano Ortodosse. Durante il convegno per la prima volta in Italia saranno esposte alla Mole Vanvitelliana, 70 icone provenienti dall'Ucraina.
Seguiranno: dal 26 al 29 aprile il 34° Convegno nazionale delle Caritas Diocesane a San Benedetto del Tronto; a giugno (data da definire) a Fano l'Incontro nazionale dei direttori del servizio nazionale per l'insegnamento della religione cattolica; a Senigallia dal 16 al 20 giugno il Convegno nazionale per la pastorale della famiglia. Dal 23 al 27 agosto a Fabriano infine si terrà la Settimana liturgica nazionale.
Il Motoclub settempedano compie 60 anni
Il Moto Club Settempedano ha festeggiato, domenica 17 gennaio, i sessant'anni di attività con una partecipata cerimonia ospitata nella sala degli Stemmi del palazzo comunale di San Severino alla presenza, fra gli altri, del presidente del sodalizio, Mario Eugeni, di tutti i membri del consiglio direttivo, del sindaco della Città, Cesare Martini, dell'assessore comunale allo Sport, Fernando Taborro, e del presidente nazionale della Federazione Motociclistica Italiana, Paolo Sesti.
“Nella storia di San Severino – ha sottolineato a margine dell'incontro il primo cittadino, Cesare Martini – c'è anche la storia del motoclub che di anno in anno è cresciuto ed ha saputo farsi conoscere in Italia ed all'estero, in particolar modo dopo la realizzazione, nel lontano 1959, del crossodromo “San Pacifico”. E' passato tanto tempo ed il motoclub ci ha fatto conoscere personaggi e piloti straordinari. Anche per questo 2010 ci attendono sfide importanti come gli assoluti d'Italia di motocross, in programma per marzo, il campionato interregionale a giugno, il campionato italiano di enduro d'epoca a settembre ed il trofeo Italia ad ottobre”.
Nel corso dell'incontro di domenica un riconoscimento speciale è stato consegnato al settempedano Mario Ulissi che la scorsa estate si è cimentato in un'impresa unica: raggiungere Pechino in moto partendo proprio da San Severino. Infine sono stati ricordati anche i fondatori del Moto Club Settempedano: Gian Carlo Cristini, Sandro Cianficconi, Mario Squadroni, Franco Bassano, Lidio Fiori, Italo Forti, Ivo Allegretto, Ottavio Carducci, Tommaso Gatti, Bruno Luzi, Aldo Paperi ed Eliano Rossi.
Nella foto: il motociclista settempedano Mario Ulissi (a destra) insieme al presidente Eugeni
Gli Uragani per l'Associazione Raffaello
Il M° Nazzareno Morosi, a nome di tutti i musicisti, ha consegnato nei giorni scorsi parte dell'incasso della serata “C'era una volta… Gli Uragani” alla signora Nazzarena Barboni, presidente dell'Associazione Raffaello di Camerino.
Il gruppo musicale, che ha ripercorso la propria storia al Teatro Filippo Marchetti di Camerino lo scorso 29 dicembre 2009, aveva già annunciato al termine dello spettacolo di voler far beneficienza nei confronti di questa Associazione, nella convinzione che con la musica si possono anche allietare i giorni che bambini meno fortunati devono trascorrere al reparto di Onco-ematologia dell'Ospedale Salesi di Ancona.
Nella foto il M° Morosi con la signora Nazzarena
500 mila euro per il castello di Pitino
Il complesso edilizio fortificato del Castello di Pitino, a San Severino Marche, sarà presto sottoposto a lavori di pronto intervento che consentiranno la messa in sicurezza delle mura di cinta e del torrione. Al progetto sta lavorando, da tempo, l'Amministrazione comunale guidata dal sindaco Cesare Martini il quale, nei giorni scorsi, ha accompagnato per un sopralluogo il dott. Paolo Scarpellini, responsabile della Direzione regionale per i beni culturali e paesaggistici delle Marche con il quale ha discusso il da farsi e affrontato anche altre questioni che riguardano il territorio settempedano, come i pronti interventi e le opere di messa in sicurezza delle chiese di San Domenico, San Giuseppe e Sant'Antonio in Cesalonga.
Per il Castello di Pitino, in particolare, il Comune ha già predisposto un progetto ed inviato richieste di intervento al ministero dei Beni e le Attività Culturali, alla società Arcus e ad altre istituzioni.
“Il dicastero dei Beni Culturali, tramite il direttore generale, dott.ssa Maddalena Ragni – sottolinea i primo cittadino di San Severino - ha ora assicurato un finanziamento di 500mila euro che, seppur modesto rispetto all'entità degli interventi da effettuarsi, consentirà comunque di avviare un primo recupero per evitare il possibile crollo e la perdita definitiva di parte degli edifici e della cinta muraria. Il progetto in questione – spiega ancora il sindaco Martini – è già stato approvato dalla Regione Marche ed ha ottenuto il parere favorevole della Soprintendenza. Esso, tuttavia, non ha mai trovato esecuzione per la sospensione dei finanziamenti regionali legati alla ricostruzione post terremoto ed ora non vorremmo vanificare il finanziamento deliberato dalla Soprintendenza con ulteriori questioni burocratiche o procedurali. La nostra richiesta, insomma, è che siano subito affidati i lavori”.
Il sindaco Martini ha poi parlato con Scarpellini di altri tesori della Città che necessitano opere di pronto intervento: “Abbiamo visitato le chiese di San Domenico, San Giuseppe e Sant'Antonio in Cesalonga. Per San Domenico la Regione Marche ha preso l'impegno a riaprire quanto prima. Sono già stati effettuati diversi sopralluoghi da parte del Comune e della Soprintendenza, si sta cercando la via più breve per avviare almeno un pronto intervento e la messa in sicurezza delle strutture. Puntiamo a riaprire il luogo sacro prima dell'inizio della mostra sul ‘600 visto che proprio a San Domenico sono conservati diversi altari testimonianza di questo periodo storico. Stiamo inoltre lavorando anche per poter riaprire la chiesa di San Giuseppe interessata da un incendio la notte di Capodanno. Per la chiesa di Sant'Antonio in Cesalonga, edificio sacro del ‘300 interamente affrescato – conclude il sindaco Martini - abbiamo chiesto un finanziamento per proseguire la campagna di saggi”.
Camerino ha ricordato Bruno Albanesi
CAMERINO – A poco più di due anni dalla sua prematura scomparsa, l'Ersu di Camerino e l'Andisu, di cui era stato tra i fondatori e più attivi sostenitori, hanno voluto ricordare Bruno Albanesi, storico direttore dell'ente regionale per il diritto allo studio universitario di Camerino. Nel pomeriggio del 22 gennaio, si è riunito a Camerino in via eccezionale, il comitato esecutivo dell'Andisu, presieduto dall'avv.Maurizio Natali, presidente dell'Ersu di Macerata. Ieri mattina (sabato 23 gennaio), si è tenuta, in località Colle Paradiso, presso la sede Ersu, l'inaugurazione del campo sportivo polivalente in erba sintetica e dei nuovi spogliatoi, la realizzazione del suo ultimo sogno, un progetto a cui teneva molto e per cui stava lavorando pochi mesi prima di morire. E' stato il nipotino Alessio Albanesi, alla presenza della vedova e dei tre figli, a scoprire la lapide con scritto “Centro sportivo Bruno Albanesi” ed accanto un ritratto stilizzato, del direttore con l'immancabile sigaro. E' seguita la benedizione dell'arcivescovo di Camerino, mons.Francesco Giovanni Brugnaro, poi il taglio del nastro. Nelle parole degli intervenuti è emerso il ricordo di un amico, appassionato del suo lavoro, che si è prodigato per introdurre continui miglioramenti nei servizi agli studenti, che ha contribuito alla produzione legislativa, con il decreto della Presidenza del consiglio, che regola attualmente il diritto allo studio. L'altra grande passione di Albanesi era lo sport, organizzò numerosi eventi. Da amministratore, assessore nella città natale di Foligno, si spese per la possibilità di un collegamento viario tra Marche ed Umbria. “Se oggi, siamo primi in Italia tra i piccoli atenei, per la qualità dei servizi, lo dobbiamo alla sua opera instancabile, per lui l'Ersu esisteva 365 giorni l'anno”, ha ricordato l'avv.Mauro Riccioni, presidente dell'Ersu di Camerino. “Albanesi era un motore instancabile per l'associazione – ha spiegato l'avv.Maurizio Natali, presidente Andisu - si è deciso di istituire alla sua memoria un premio per le tesi di laurea, in materia di diritto allo studio universitario, le più interessanti saranno pubblicate”. Hanno speso per lui parole commosse gli ex presidenti dell'Ersu on.Mario Cavallaro, prof.Giovanni Poeti e prof.Barboni, ed il delegato allo sport di Unicam prof.Cingolani. Sono intervenuti anche Norberto Tonini, segretario onorario dell'Andisu, l'assessore Enrico Pupilli del comune di Camerino, l'assessore proviciale allo sport Giorgio Bottacchiari, l'avv.Rossella Gaeta, presidente delle Ipab di Camerino. Il “battesimo” sportivo per il campo è arrivato con una doppia sfida di calcetto, tra le rappresentative maschili e femminili di calcetto, del Cus Camerino e Macerata.
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L'intitolazione del campo di calcetto e la riunione dell'esecutivo nazionale Andisu, per rendere omaggio a Bruno Albanesi, storico direttore dell'Ersu di Camerino prematuramente scomparso nell'agosto del 2007, sono in programma il 22 e 23 gennaio prossimi. Venerdì 22 gennaio alle ore 15, presso la sede dell'Ersu in località Colle Paradiso è in programma la riunione dell'esecutivo nazionale Andisu (associazione nazionale degli organismi per il diritto allo studio universitario), ente di cui Albanesi è stato tra i fondatori, e che lo ha visto protagonista nel dibattito nazionale, in particolare per la legge quadro nazionale in tema di norme per il diritto allo studio universitario. Nel pomeriggio alle ore 18, presso la chiesa parrocchiale in località Le Mosse, mons.Francesco Giovanni Brugnaro celebrerà una messa in suo suffragio. Sabato 23, alle ore 10 si terrà l'inaugurazione del campo di calcetto, intitolato alla sua memoria. La riqualificazione della struttura, con la predisposizione del manto in erba sintetica e gli spogliatoi era stato un progetto da lui voluto e che stava realizzando pochi mesi prima di morire, da grande appassionato di calcio qual era, preoccupato di migliorare sempre i servizi agli studenti. Alle ore 10.30 "battesimo" sportivo del nuovo campetto con le rappresentative maschili e femminili del Cus Camerino e del Cus Macerata, che si affronteranno in amichevole. Seguiranno i saluti, per la chiusura della manifestazione.
Mostra civiltà del '600 a San Severino
Si è insediato ufficialmente questa mattina, con la prima riunione tenutasi nella sala degli Stemmi del Municipio, il comitato di studio per l'organizzazione della mostra sulla civiltà del ‘600 a San Severino Marche la cui cura è stata affidata dal Comune al critico d'arte, professor Vittorio Sgarbi, che ha voluto essere presente all'incontro.
“L'evento culturale, promosso in collaborazione con la fondazione Salimbeni, l'Arcidiocesi di Camerino – San Severino e la Soprintendenza – come ha sottolineato il sindaco di San Severino, Cesare Martini – intende riprendere il cammino di promozione e di valorizzazione delle peculiarità storico ed artistiche del territorio, dedicando alla civiltà del Seicento, nel corso dell'anno 2010, un importante e suggestivo evento che farà di San Severino la prima tappa di un percorso che coinvolgerà poi anche altre Città marchigiane”.
Del comitato di studio fanno parte Mina Gregori, che ne è presidente onorario, Livia Carloni, Aldo Cicinelli, Costanza Costanzi, Luca Maria Cristini, Giampiero Donnini, Maria Giannatiempo Lopez, Maurizio Marini, Benedetta Montevecchi, Raoul Paciaroni, Stefano Papetti, Antonio Paolucci, Francesco Scoppola. La segreteria ed il coordinamento sono stati affidati, infine, a Liana Lippi. All'incontro di insediamento del comitato hanno preso parte anche Alberto Pellegrino, che curerà le attività collaterali all'evento, e in qualità di coordinatori, l'assessore alla Cultura, Alessandra Aronne, il direttore generale, Patrizia Scaramazza, ed Alessandra Rossetti dell'ufficio Cultura del Comune.
“Il periodo previsto per la mostra sarà da luglio ad ottobre – spiega l'assessore Alessandra Aronne – Essa sarà una vera e propria finestra aperta sulla cultura del Seicento. Faranno da sfondo alle opere pittoriche, l'architettura del periodo nonché l'oreficeria, la letteratura, il teatro, la musica, le scienze. Si prevede, infine, la programmazione di eventi ed iniziative a carattere turistico finalizzati a rendere più ricco il soggiorno dei visitatori”.
Nelle foto: il comitato di studio e Sgarbi con il sindaco e l'assessore Aronne
Ambasciatori alla mostra su P. Matteo Ricci
Il diplomatico cileno accanto al suo collega australiano, quello giapponese vicino al suo omologo messicano, il rappresentante di sua maestà britannica di fianco al suo collega dell'ambasciata russa ed ovviamente non poteva mancare l'ambasciatore cinese. Tanti i rappresentanti del corpo diplomatico accreditato presso la San Sede che hanno accolto l'invito del presidente della Provincia di Macerata, Franco Capponi e del vescovo di Macerata, mons. Claudio Giuliodori, a visitare la mostra su Padre Matteo Ricci dal titolo “Ai crinali della storia”, allestita nelle sale espositive del “Braccio di Carlo Magno” in Vaticano. Il grande missionario maceratese, di cui si sta celebrando il IV centenario delle morte avvenuta a Pechino nel 1610, ha idealmente riunito Stati di tutti continenti attorno alla mostra sulla sua figura e sulla sua opera, allestita dallo scenografo Pier Luigi Pizzi.
Padre Matteo Ricci, di cui negli ultimi anni c'è stata una notevole “riscoperta” favorita anche da diverse iniziative editoriali e promozionali, ha mostrato ancora un volta una notevole forza comunicazionale anche per il territorio, come hanno sottolineato i numerosi sindaci ed amministratori locali maceratesi intervenuti. Il maestro Pizzi, che ha accompagnato gli ospiti nella visita guidata alla mostra, ha presentato nell'occasione pure la stagione lirica dello Sferisterio dedicata nel 2010 al tema “A maggior gloria di Dio”, proprio in onore delle celebrazioni per il IV centenario della morte di Padre Matteo Ricci. A testimoniare l'interesse del territorio nel sostenere l'opera di valorizzazione di Padre Matteo Ricci, per il quale mons. Giuliodori ha ricordato la ripresa della causa di beatificazione, oltre agli amministratori locali erano presenti il prefetto Vittorio Piscitelli, l'arcivescovo di Camerino, mons. Giovanni Francesco Brugnaro, il presidente del Comitato nazionale per le celebrazioni ricciani, Adriano Ciaffi, gli industriali Cleto Sacripanti e Orietta Varnelli. Per la Provincia, oltre a Capponi, che ha rivolto un saluto a tutti i presenti, sono intervenuti Isabella Parrucci, presidente della Commissione consiliare cultura, e il segretario generale reggente, Mauro Giustozzi. Tra gli ospiti anche il parlamentare marchigiano Carlo Ciccioli, il registra teatrale Massimo Gasparon e il presidente dei Giovani industriali di Roma, Massimiliano Raffa. L'ospitalità delle terra maceratese è stata sottolianta con assaggi di tipicità locali offerte dalla Comunità montana dei Monti Azzurri e dalla aziende Belisario di Matelica e Colli di Serrapetrona, preparati e presentati con ecomiabile professionalità degli studenti dell'Istituto alberghiero “Varnelli” di Cingoli.
Nella foto, i rappresentanti del territorio maceratese intervenuti all'incontro con il Corpo diplomatico presso la Santa Sede per la visita alla mostra su P.Matteo Ricci
